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MANGIARE SANO PER STARE BENE E GUADAGNARE IN SALUTE . Implicazioni nella terza età

La vecchiaia è una condizione di salute che richiede una cura speciale. Si sta assistendo infatti ad un progressivo invecchiamento della popolazione e all'incremento del numero di persone in età avanzata.
I continui progressi scientifici nella scienza dell’alimentazione e della nutrizione hanno permesso l’evoluzione del concetto della finalità dell’alimentazione: nell'uomo, si è passati dal semplice concetto di soddisfare la fame e mantenere la salute, ad assumere il ruolo di strumento basilare e necessario per:
- Promuovere la salute ed il benessere.
- Aumentare la longevità.
-Prevenire il rischio di malattie degenerative e/o quelle croniche come le cardiovascolari, il cancro, l’obesità, ecc.
E’ una realtà ampiamente accettata che l’alimentazione, adattata alle necessità di ogni persona, è fondamentale per ottenere un ottimo stato di salute e capacità funzionali soddisfacenti. Nella maturità e nella vecchiaia tale importanza si intensifica. In queste fasce di età, per caratteristiche biologiche, psicologiche e sociali, aumenta infatti il rischio di malnutrizione, tanto per difetto come per eccesso.
Prevenire o correggere un corretto stato nutrizionale, fra le altre case, diventa importante in quanto:
• Può aiutare a ridurre il decorso progressivo delle malattie, specialmente quelle di tipo cronico degenerativo, relazionate con le abitudini dietetiche errate.
• Aumenta la capacità immunologica e la capacità di recupero nei periodi di convalescenza.
• Durante il processo d’invecchiamento l’apparato digerente diminuisce d’efficacia, incidendo negativamente sul processo di digestione ed assorbimento degli alimenti.
• Spesso le cure farmacologiche e l’elaborazione degli alimenti riducono la disponibilità dei nutrienti inducendo un minor o errato assorbimento.
Alla luce di questo è importante considerare i criteri di modificazione dei piatti e l’uso di integratori per prevenire la malnutrizione, disponendo norme dietetiche che rendano possibile una nutrizione adeguata attraverso una dieta variata, equilibrata e personalizzata.
Considerato l’interesse di preservare al massimo l’efficacia della nutrizione in età avanzata, è conveniente minimizzare il rischio di perdita di nutrienti indotta dai processi di manipolazione degli alimenti e alle possibili interazione farmaco-nutriente, nonché i possibili effetti collaterali di trattamenti farmacologici sul metabolismo cellulare.
E’ necessario inoltre intervenire sulla diminuzione dell’appetito causata dalle comuni abitudini culinarie monotone e dallo scarso stimolo sensoriale dei piatti o l’inaccessibilità a molti di loro. Non ultimo è il problema legato spesso alle difficoltà nella pianificazione e nella preparazione dei menù, per una limitata capacità funzionale nel procurare e preparare gli alimenti.

L’elevata prevalenza delle malattie croniche in qualche modo collegate all'alimentazione, come diabete, dislipidemie, ipertensione ed osteoporosi, nonché la necessità di utilizzare diete a fini terapeutici, obbliga ad una revisione continua delle caratteristiche generali delle diete utilizzate durante l’invecchiamento al fine di migliorare parametri fondamentali come l’aderenza e l’efficacia.